La fine del tfr sarebbe, con Camusso, la fine del salario servile

Al direttore - Non sono un parente di Fabrizio Corona, né sono un suo amico o conoscente. Sono solo un cittadino italiano con diritto di voto e credo abbia il dovere di esprimere la mia totale disapprovazione sulla sua vicenda carceraria. Le sembra normale che Corona sia ancora in carcere? Paga la sua arroganza? Ah, più di un assassinio o di un tentato omicidio, con il responsabile già ai domiciliari?
Leopoldo Chiappini
Leopoldo Chiappini
Al direttore - Il commento di Maurizio Crippa sul libro “Non è Francesco” di Antonio Socci è basato sul fatto che Crippa, a differenza di Socci, non crede nelle apparizioni mariane, da rue du Bac in poi e non tiene in alcun conto i mistici della chiesa cattolica.
Maria Rita Marinetti
Maria Rita Marinetti
Al direttore - Il ministro Federica Guidi, intervenendo alla Camera, ha fatto un bilancio a seguito delle sanzioni decise dall’Europa contro la Russia. E già dai primi dati si può constatare quanto l’impatto di quei provvedimenti si stia rivelando devastante. Per la nostra economia e le nostre imprese, però. Gli stiamo dando una bella lezione, non c’è che dire. Cordiali saluti.
Rodolfo Maida
Rodolfo Maida
Al direttore - Si pensa di inserire mensilmente il tfr in busta paga per aumentare i consumi nazionali, ma se un lavoratore guadagna poco sarà scarso anche il “tfr mensile”, non rilevante il suo contributo a nuovi consumi e alla fine del rapporto si troverà senza liquidazione. Se guadagna molto probabilmente utilizzerà il tfr mensile per incrementare la sua previdenza complementare in modo da compensare la minore liquidazione di fine rapporto; anche lui contribuirà poco all’aumento dei consumi. Chi ha stipendi intermedi opterà per un mix di consumi e di maggiore previdenza assicurativa. Sarebbe perciò erroneo supporre che le maggiori disponibilità da tfr mensile si riversino integralmente sui consumi riavviando la crescita e l’occupazione. Di certo sarà un importante affare per le compagnie di assicurazione, soprattutto se verrà preso come provvedimento definitivo e non temporaneo per superare questo periodo di crisi. Un saluto.
Ascanio De Sanctis
Ascanio De Sanctis
Sono contro il lavoro servile e il salario servile, come la Camusso. Se quei soldi mi servano al tavolo da gioco o per la previdenza, lo deciderò io. Il lavoro è mio, il salario dovrebbe essere mio.
Al direttore - Ma c’è davvero qualcuno che crede che, anche di fronte a un licenziamento per motivi economici, non si trovi un magistrato pronto a riconoscere il carattere discriminatorio del provvedimento e a ordinare il reintegro del dipendente? La questione andrebbe affrontata alla radice altrimenti è solo una presa in giro. Il “verso” non cambia, purtroppo, nonostante tutti i proclami.
Enrico Venturoli
Enrico Venturoli
Per l’obbligo giuridico di licenziamento c’è tempo.
Al direttore - Nelle sue ultime uscite pubbliche ho visto un presidente della Repubblica affaticato e stanco ma che caparbiamente vuole assolvere, nonostante tutto, le funzioni istituzionali con tutte le sue forze ancora disponibili. Ma cosa si vuole di più da questo galantuomo che ha svolto il primo settennato e questo scorcio del secondo come nessun altro, forse commettendo un solo errore: quando non si impose nel mandarci alle elezioni anticipate dopo la caduta dell’ultimo governo Berlusconi regolarmente eletto dagli italiani. Il governo, i politici e le Camere facciano quindi quel paio di riforme da lui richieste e gli lascino la possibilità di ritirarsi.
Vincenzo Covelli
Vincenzo Covelli
Al direttore - A proposito della Quinta colonna di ieri, “Giustizia climatica”, è fatto noto (tranne che alla Klein) che l’anti capitalista Unione sovietica era più inquinata dei capitalisti Usa.
Marco Ottaviano
Marco Ottaviano
Al direttore - Ma cosa pensa il toscano Renzi dello scempio che il Pol Pot nostrano vorrebbe compiere nella regione più bella del mondo? Lascerà fare? Spero di no. Se il popolo toscano si ribellerà avrà tanta solidarietà e aiuti anche dal popolo che non abita lì, ma ama immensamente la Toscana. Giù le mani dai nostri tesori.
Giuseppe Zola
Giuseppe Zola
Renzi-Rossi, rapporti buonini.